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LA RIVINCITA DELLA CROOKED HOUSE

  • storiedacaffe2020
  • 23 set 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Londra, 1670.

O meglio Windsor, sede del famoso castello Reale.


Il Town Council (una sorta di gilda dei potenti dell’epoca) viene preso da manie di grandezza, e decide di ricostruire il municipio. Così affida il progetto all’architetto più in voga dell’epoca Sir Christopher Wren (quello che ha progettato St. Paul Cathedral, per intenderci) e si prepara a godersi l’erezione di questo nuovo simbolo del proprio potere.


Il progetto dell’Archistar prevede un ampliamento della pianta del precedente municipio, andando ad inglobare l’area occupata da una casetta in un angolo.

Nessun problema, pensano i tracotanti membri del Town Council: Esproprio!

E cosi espropriano l’area, abbattono la casetta ed iniziano i lavori.


La casetta però era la bottega di Mr. Dankworth, lo speziaio di Winsdor. E a Mr. Dankworth non stava per niente bene dover rinunciare alla sua bottega. Così raccoglie le sue carte, si trova un buon avvocato e ricorre alla English Court.

I Tribunali inglesi, anche quelli di fine quindicesimo secolo, hanno la bella prerogativa di essere rapidi ed indipendenti, caratteristiche che a quattrocento anni di distanza ancora difettano nei Tribunali nostrani. Ma tant’è, e in poco tempo la Corte si pronuncia: esproprio illegittimo, restituzione del suolo a Mr. Dankworth e ricostruzione della casetta entro un mese a spese del Town Council.

Immaginate il rodimento.


Cioè, i parrucconi del Consiglio si stavano facendo fare il nuovo Municipio dall’architetto più figo in circolazione, e devono ridimensionare il progetto per una schifosa casetta a due piani che dovranno ricostruire a proprie spese -e pure in fretta- e vedersi davanti alle finestre per il resto della vita.


E nel rimuginare tra loro, a qualcuno viene un lampo di genio: hanno fretta?, gliela faremo davvero in fretta, alla faccia della Corte e tutti i Dankworth. E con il pretesto dei tempi stretti dettati dalla Corte fanno ricostruire la casa usando querce verdi non stagionate. E intanto danno campo libero all’architetto alla moda di costruire il loro meraviglioso Guildhall.


E nel giro di qualche anno pare che i loro subdoli piani abbiano avuto sccesso: il Guildhall di Windsor sorge in tutta la sua magnificanza a cento metri da Castle Hill, facendo da splendido contraltare architettonico al famoso Castello, tanto da rimanere nei secoli un punto di riferimento ed un icona del British Stile, e tanto da essere scelto come sede delle nozze di Carlo e Camilla.

D’altro canto nel giro di poche stagioni le il legno delle querce verdi non stagionato ha subito il suo fisiologico processo di disidratazione, andando inevitabilmente a contorcersi. Con la conseguenza che la casa del sig. Dankworth ha assunto quell’aspetto sinistrato che vediamo oggi.


Me li immagino i mangiapagnotte del Town Council che dalle finestre del loro maestoso Guildhall lanciavano occhiate di derisione alla casetta contorta, aspettando l’inevitabile crollo. E penso a Mr. Dankworth che faceva veleno, nella sua casa tutta storta e apparentemente prossima al collasso.


Ma non sempre i progetti degli arroganti vanno a buon fine.


A volte il tempo è galantuomo, e rimette le cose a posto.

E a quattrocento anni di distanza, la casetta è ancora li, fiera nella sua stortezza, a mezzo metro dal muro del Giuldhall.

E una recente ricerca ha evidenziato che è uno dei monumenti inglesi più postati sui social, molto più del suo maestoso vicino.

E così finalmente la Crooked House di Windsor ha avuto la sua giusta rivincita, e si è guadagnata un posticino anche nel mio cuore.


Lì nell’angolino, tutta storta e sbilenca, da quattrocento anni resiste imperterrita, orgoglioso baluardo contro l’arroganza del potere.


 
 
 

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