La capra che visse due volte

5 marzo 2009.
Un furgoncino Renault avanza su una strada di campagna francese.
Nel cassone del furgone c’è una capra bianca, Biquette.
Biquette ha “lavorato” per cinque anni come capra da latte nella fattoria di Renard, il guidatore del furgone.
Ma da qualche mese Biquette non produce più latte e, per usare le parole di Renard, continua a mangiare come un demonio.
Così Renard la sta portando al Macello di Bordeaux dove, al costo di poco più di cento euro, Renard potrà liberarsi per sempre della famelica ed improduttiva capra.
Nei pressi della cittadina di Mauriac, Renad si ferma ad una stazione di servizio per andare in bagno.
Quando torna al suo frugone, vede l’insolita scena di una variopinta ragazza Punk con tanto di cresta rossa che fa le coccole alla capra, la quale sembra apprezzare.
Da una breve chiacchierata si scopre che la ragazza si chiama Florand, per gli amici Flo, e vive in una fattoria occupata li vicino, la Ferme de Mauriac, in cui un gruppo di fricchettoni e post punk fa vita comunitaria e organizza concerti nel fienile con band di passaggio, per lo più Punk e Grindcore.
Flo sembra avere un bel feeling con la capra, e Renard fiuta l’affare: spiega a Flo che sta portando Biquette al macello, evita astutamente di dirle che lasciarla li gli costerebbe un centinaio di euro, e le dice che per soli dieci euro, il costo del gasolio per arrivare sin li, le potrebbe vendere la capra.
Affare fatto, e Biquette entrò ufficialmente a far parte della bizzarra combriccola che occupava la Fattoria de Mauriac.
Quella sera Flo lasciò per sbaglio aperta la porta dell’ovile mentre nel fienile era in corso un concerto Grindcore, quelli dove i suoni sono duri, e le parole urlate dal cantante sono per lo più versi gutturali e vagamente demoniaci; durante quello strano concerto il batterista pestava sodo, il cantante urlava, gli spettatori pogavano, bevevano, fumavano e facevano tutto quello che ci si aspetta da dei ragazzi post punk ad un concerto Grindcore in una fattoria occupata, quando nel fienile si vide entrare una capra.
I ragazzi sovraeccitati dalla musica iniziarono a ballarle intorno, adoranti; quando videro che la capra puntava decisa verso la batteria si aprirono per lasciarla passare e la capra, la nostra Biquette, sfilò altezzosamente tra due ali d Punk ubriachissimi che saltavano e urlavano indemoniata, fino ad arrivare davanti alla batteria, dove rimase per tutta la serata, muovendosi solo per recuperare dal pavimento mozziconi di sigarette e erba, o leccare birra dai fondi delle lattine buttate a terra.
Quella sera Biquette iniziò la sua nova vita.
Da quella notte in poi ad ogni concerto puntualmente Biquette si presentava nel fienile, unendosi agli smodati festeggiamenti dei Punk adoranti.
Inutile dire che non appena quei bravi ragazzi si accorsero della passione di Biquette per tabacco ed alcol raccolto da terra, iniziarono a darglielo di proposito, con reciproca grandissima soddisfazione.
In breve Biquette diventò la più Punk dei Punk: beveva smodatamente, mangiava tabacco, erba, pasticche di vario genere, e non si perdeva un concerto, sempre in prima fila.
Pare che avesse anche i suoi gusti musicali: se di solito era solita accucciarsi vicino alla cassa, quando il concerto era Grindcore, era in prima fila in piedi vicino al cantante o alla batteria.
Secondo Flo le piacevano le vibrazioni delle assi di legno del fienile provocate dagli urli guttrali del Grindcore.
Non sono mancati gli animalisti, i benpensanti, gli scandalizzati per la “povera capretta costretta ad assumere alcol e sentire suoni assordanti”
Ma Flo ci ricorda che Biquette la sera veniva accompagnata nel suo ovile, ma quando iniziava un concerto non resisteva al richiamo della musica, e si univa spontaneamente alla festa, senza mai perdersene una, dandoci dentro sempre fino alla fine: si presentava quando il concerto iniziava, ed era sempre l’ultima ad andar via.
Biquette è morta all’età di 10 anni, dopo aver vissuto cinque anni da vera Punk Rocker.
Pare che la vita media di una capra sia di quindici-diciotto anni. Se vediamo il bicchiere mezzo vuoto, con la sua vita sregolata ne ha persi dieci.
Ma se pensiamo che quando aveva cinque anni la stavano portando al macello, e per uno scherzo del destino si è ritrovata a Mauriac, viene il dubbio che i suoi cinque anni da Punk siano stati proprio la parte mezzo piena del bicchiere.
Io quando penso alla storia di Biquette me la rido solo solo, e mi viene da pensare che, mai come nel suo caso, vale quel vecchio detto buddista:
“Abbiamo due vite: la seconda comincia quando ci rendiamo conto di averne solo una”



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