FENOMENOLOGIA DELLA GUIDA A SINISTRA
- storiedacaffe2020
- 11 dic 2022
- Tempo di lettura: 9 min

Immaginate di arrivare in Inghilterra, con famiglia, macchina e cane.
Immaginate di avere un’auto europea, con volante a sinistra (fatta quindi per guidare a destra) in un sistema in cui si guida a sinistra: un casino.
Proviamo per qualche minuto a capire cosa si prova.
Appena sbarcato a Dover, il povero guidatore continentale si trova catapultato in un mondo rovesciato, con rotonde da prendere a sinistra, sorpassi da fare a destra, e con un inaspettato elemento di confusione: il Sistema Imperiale Britannico.
Si, perché siamo colpevolmente inconsapevoli della fortuna che abbiamo a vivere le nostre vite sotto l’egida del Sistema Metrico Decimale: quel meraviglioso e regolare susseguirsi di centimetri, metri, Kilometri, che si armonizzano meravigliosamente con litri, Kilogrammi, grammi, millimetri e centilitri; tutto comprensibile, tutto ordinato e raffrontabile. Un decimetro cubo di acqua equivale esattamente un litro, e pesa esattamente un kilo, e una tonnellata sono mille kili, e un kilometro sono mille metri, e la vita e bella e comprensibile nel Sistema Metrico Decimale.
E invece quando sbarchi in terra d’albione non solo devi capire come evitare un frontale con chi arriva nel senso opposto, o di prendere una rotonda al contrario; ma la tua mente decimale deve affrontare lo shock di orientarsi in un sistema di riferimento diverso ed insensato: ci sono i pollici (inches) con i quali ci confrontiamo quando compriamo un televisore e che, diciamocelo, non abbiamo mai capito quanto valgono;
ci sono i piedi (feet) che noi velisti un po' bazzichiamo con la lunghezza delle barche, e che sappiamo valere più o meno trenta centimetri;
ci sono le iarde (yards) che proprio non sappiamo cosa siano, che forse abbiamo sentito nominare in qualche film sul football americano, e che davvero non hanno senso perchè valgono tre volte un piede (quindi un po meno di un metro) e la mllesettecentosessantesima parte di un miglio.
E poi loro, le miglia (miles), quelle che nei film americani sono indicati sui cruscotti con Mph, che quando fanno vedere che il protagonista (o il bandito) guida velocissimo, inquadrano il cruscotto e si vede che va magari a 140 Mph ma con pathos, musica adrenalinica e disastri intorno, e tu pensi ma perché tanto casino, io in autostrada ci vado a 140, ma senza tutte ste menate; e invece ogni miglio vale più o meno un kilmoetro e sette, il cruscotto inquadrato nel film americano vuole raccontarci a che il bandito sta correndo a circa 240 Kmh, che in effetti è una velocità di tutto rispetto.
Ma sto divagando.
Il concetto è che, uscito dal porto di Dover, già sei in difficoltà a capire come raggiungere la M20 senza prendere contromano, ma devi pure relazionarti con i cartelli che ti dicono che il limite è 40. E tu vai piano perché non ti raccapezzi, e quel 40 all’ora ti sembra meravigliosamente appropriato, ma dietro di te si forma la fila, e il passeggero di fianco (che nel mio caso era la mogliera) un po' ti dice attento! ad ogni incrocio con la macchina di fronte perché se le vede venire addosso dal suo lato, un po' ti dice muoviti si è creata tutta la fila dietro, e quando le dici che sei nei limiti lei ti fa notare che sono miglia e valgono di più, e il navigatore parla in kilometri, e il tuo contachilometri parla in chilometri, e i cartelli parlano in miglia, e tua moglie parla, e le rotonde si prendono a sinistra, e insomma, i primi dieci minuti sono un inferno.
Poi come dio vuole imbocchi la M20, prendi confidenza, riesci addirittura a fare il primo sorpasso (a destra!), e senti la voglia di fermarti ad una piazzola per tirare il fiato, toccare coi piedi il suolo inglese, e settare i dispositivi sullo stramaledetto Sistema Imperiale.
Solo che vieni dalla Francia, dove le piazzole in autostrada sono bellissime, grandi, visibili e ben segnalate, oltre naturalmente dal lato nautrale in cui devono trovarsi le piazzole, cioè a destra.
In inghilterra invece distributori e piazzole per lo più non sono visibili dall’autostrada, e sono raggiungibili tramite uno svincolo (a sinistra) che spesso coincide con lo svincolo per uscire dall’autostrada e raggiungere qualche paese; e la distanza dallo svincolo è preannunciato dai cartelli che parlano in miglia, mentre tu pensi in chilometri e il navigatore ancora parla in chilometri, e la mogliera ancora parla.
E così ci metti un po' a capire che la piazzola non la vedi, ma te la indicano i cartelli; poi ci metti un altro po' a capire che uscita e piazzola si prendono con lo stesso svincolo; poi ne perdi un paio tra errori di misura delle distanze e tentennamenti nell’uscire a sinistra, e poi finalmente raggiungi il distributore.
Qui scopri che le piazzole inglesi sono bruttarelle, che la benzina si paga in pounds, e che comunque fin lì ci sei arrivato, e che tutto sommato non è niente di insormontabile, e provi a convincere il cruscotto della macchina e google maps ad uniformarsi alle usanze locali ed esprimersi in miglia. Bisogna smanettare un po', ma alla fine si fa.
E quando ti reimmetti sulla M20 ti senti ormai padrone della situazione.
Da quel momento in poi abbiamo attraversato in lungo ed in largo la Gran Bretagna (più in lungo che in largo in verità), arrivando su su fino a Inverness, e poi sino all’oceano a Ullapool, a zonzo tra i terreni spugnosi delle Highlands e i boschi incantati dello Sheffielshire, dalle distillerie nei villaggi Scozzesi ai grattacieli di Londra, guidando a sinistra per più di 5000 chilometri in un viaggio vagabondo che resterà nei cuori di bambini, mogliera e cane.
E nel mio ovviamente.
E il mio cuore sensibile è rimasto impressionato da alcune peculiarità di questo strano mondo automobilistico con guida a sinistra, che forse meritano di essere raccontate
LE AUTOSTRADE
Le autostrade in Inghilterra non si pagano. O almeno noi non le abbiamo mai pagate. Va detto per amor di verità che esiste una probabilità che non abbiamo capito nulla, e ci arriveranno a casa multe salatissime.
Ma ad oggi non è arrivato nulla, quindi sono quasi sicuro che siano gratuite. Possono essere a due o a tre corsie, con guard rail, spartitraffico o corde (si corde, in tessile o in acciaio) tra i sensi di marcia. Non ci sono caselli, e come anticipavo, le piazzole e gli autogrill (mediamente bruttarelli) non sono visibili e si raggiungono tramite gli svincoli di uscita.
Le autostrade in Inghilterra hanno un nome. La nostra preferita era la M1 detta “The North”, che attraversa in verticale l’isola e collega Londra ad Edimburgo. Con nostra sorpresa quando l’abbiamo percorsa in discesa per un tratto, abbiamo scoperto che si chiamava “The South”.
Ma la cosa davvero singolare delle autostrade inglesi è che si possono fare inversioni ad U.
Legalizzate.
Giuro, ho visto camion (non furgoni, camion!) fare inversione in autostrada.
Ogni tanto ci sono aperture nel guard rail, con tracciata a terra un’area di manovra, e ci si ferma lì in attesa di poter svoltare, per prendere lo svincolo sull’altra corsia, o fare proprio inversione.
LA prima volta che ho visto un camion che mi tagliava la strada passando trasversalmente la mia corsia autostradale (ad abbondantissima distanza di sicurezza, va detto), mi è preso un colpo. Poi ci si abitua.
GLI SPECCHIETTI
E’ singolare il numero di specchietti morti che si trovano a bordo strada, soprattutto nelle strade interne. Specchietti di auto, di camper, quelli con l’accrocchio distanziatore delle roulotte, quelli superlucidi dei pullman, quelli colorati delle macchine nuove, quelli grigi delle macchine vecchie.
Un sacco di specchietti, evidentemente mutilati dai comprensibili errori di calcolo delle distanze di guidatori continentali poco avvezzi alla guida a destra.
Per la cronaca, la nostra macchina è miracolosamente rientrata sul continente con entrambi gli specchietti ancora attaccati al loro posto, ma la stessa fortuna non è capitata ad amici che erano atterrati a York e avevano preso li la macchina, e quando ci siamo incontrati ad Edimburgo erano senza specchietto, perso da qualche parte sulla M1.
Specchietti. Specchietti ovunque.
GLI AUTOMATICI
Alla guida a sinistra comunque alla fine ci si abitua. Così come in qualche modo ci si abitua all’assurdo Sistema Imperial Britannico. Quello a cui non potrai mai abituarti se sei in inghilterra con una macchina con volante a sinistra, sono gli automatici.
Si, perché tutte le colonnine automatiche, tipo quelle delle autostrade, dei parcheggi, degli autosilo, sono tutte giustamente posizionati a destra.
E se a destra hai il passeggero, niente male, se la vede lei.
Ma se sei da solo devi fare delle improbabili acrobazie tra cintura, portafogli, telefono, per scavalcare il poggiabraccio, superare il sedile del passeggero e protenderti fuori dal finestrino dal lato opposto del volante per spingere tasti, inserire biglietti o carte di credito nella terribile macchinetta, che alla fine ti ringrazia in inglese. Alla quale puntualmente (ma questo chissà perché succede anche in Italia) rispondevo con un liberatorio e sentitissimo "mavaffa@@@@@!"
IL SISTEMA IMPERIALE BRITANNICO
La premessa l’abbiamo fatta. Il risvolto pratico è che le miglia valgono più dei Chilometri, quindi quando il google maps ti dice che mancano 250 miglia, sono un bel po' di più di 250 Km. E io che sui tratti lunghi tengo d’occhio la distanza, mi sono assuefatto alla circostanza che 100 miglia sono molto più lunghe da percorrere rispetto ai buoni vecchi 100 km; e se un cartello mi dice che manca 1 miglio alla piazzola di sosta, ci vorrà più tempo rispetto a quando manca 1 Km.
Quindi dopo un po' setti il cervello che è tutto un po' più lento rispetto ai km.
Poi però ci sono le volte che cartelli o navigatore ti dicono che mancano 600 piedi, e tu in automatico li paragoni ai metri, e sai che ci vuole un po' di più rispetto al sistema metrico, e insomma te la prendi comoda, magari ti concedi di distrarti un attimo per cambiare canzone. E invece no, i ft valgono un terzo, i 600 ft sono tipo 200 mt e arrivano subito, e perdi lo svincolo: l’incrocio, la piazzola, il distributore, una svolta di vitale importanza per il tuo viaggio o il destino del mondo.
E la mogliera che, puntuale, commenta. “Sta maledetta radio!”
LE ROTONDE (E IL RISPETTO DELLE REGOLE)
Mi piacciono i viaggi vagabondi, e ho guidato un po' ovunque in Europa.
Un posto che mi ha colpito per indisciplina alla guida è la Croazia: ho avuto paura in taxi o in qualche Van guidato da Croati, ha sfiorato la tragedia guidando sulle strettissime litoranee croate con gli autoctoni che azzardavano sorpassi insensati al limite del frontale.
E il corollario di uno stile di guida mediamente indisciplinato era una percentuale altissima di incidenti. Ogni volta che sono stato in auto in Croazia (sempre tratti di 100-200 km per raggiungere porti o imbarcazioni) ho sempre trovato la strada interrotta da almeno un incidente, di solito orribili: auto cappottate, spaccate in due, o col tetto accartocciato come una scatoletta.
Bene, in oltre 5000 Km di Inghilterra, nonostante la guida a destra e i camion che tagliavano l’autostrada, non abbiamo incontrato neanche un incidente, zero.
E il merito è sicuramente da un diffuso rispetto delle regole.
Intanto i limiti erano abbastanza bassi (in autostrada 70 mph, pari a circa 120 Kmh) e scrupolosamente rispettati dalla stragrande maggioranza dei guidatori. E poi le rotonde.
Io devo ammettere che non la sapevo la regola delle rotonde.
Cioè, io non sono un guidatore arrogante o spericolato, e a parte qualche rara distrazione ho fatto pochissimi incidenti, ma non sapevo nemmeno che ci fosse una regola sulle rotonde. Se in Italia ero sulla rotonda e qualcuno si stava immettendo, rallentavo e lo facevo inserire. Viceversa, quando ero io a dovermi immettere, aspettavo il momento buono e entravo nella rotonda, e chi sopraggiungeva rallentava senza problemi.
In Inghilterra no.
La regola (ho scoperto che esiste anche da noi) è che chi ha già impegnato la rotonda ha la precedenza assoluta, e chi vuole immettersi deve aspettare che la rotonda sia libera. Non quasi libera, o con una macchina lontana.
Libera.
LI BE RA.
All’inizio mi immettevo sulle rotonde all’italiana (si badi, in assoluta sicurezza) anche se c’era già una macchina che sopraggiungeva da lontano . Ho ricevuto suonate di clacson rabbiose, incomprensibili insulti e inequivocabili gesti fuori dal finestrino.
Poi ho capito l’usanza locale: gli inglesi aspettano pazientemente in fila per decine di minuti, se necessario, ma finché la rotonda è impegnata da un’altra vettura, anche se da lontano, loro non si immettono. E’ incredibile.
Ed è proprio questa pazienza, ordinata e a mio avviso un pò bovina, che rende possibile ai camion tagliare l’autostrada come se niente fosse. Loro non si lanciano all’avventura, ma aspettano -per ore, se necessario- il momento opportuno per compiere la manovra in sicurezza.
Generalizzare è sempre sbagliato, ma nessuno mi leva dalla testa che se sulle autostrade Italiane (per non dire quelle Croate!) fosse possibile far fare inversione ai Camion, ne vedremmo delle belle.
L’EDUCAZIONE
Quando giravamo per le Highlands, prevalentemente su strade secondarie un po' tortuose dove è difficile superare, tendevo ad andare piano.
Va detto a mia discolpa che è sgradevole su una strada stretta andare ad incrociare con la macchina che viene di fronte dall’altro lato, avendo il volante dal lato opposto: non si calcola bene la distanza, non toccarsi è un po' un atto di fede. Fede non sempre ben riposta, visto il numero di specchietti mutilati, ma tant’è.
Quindi si tende a stare molto a bordo strada, forse più del necessario, e ad andare più piano.
Una volta mi ero accorto che stavo dando fastidio a quello di dietro, che per la conformazione della strada non riusciva a superarmi, ma non volevo stressarmi ad andare più veloce, così alla prima occasione ho accostato per farlo passare.
Questo, che attenzione, non mi aveva mai lampeggiato, ne tantomeno suonato, quando mi ha sorpassato ha acceso per un attimo le quattro frecce.
Poco dopo l’episodio si è ripetuto con un’altra macchina; e poi ancora.
Finchè non abbiamo capito che era un ringraziamento, come per dire: “Grazie per esserti levato dalle palle”
Era diventato un gioco con i bambini: appena avevamo uno dietro su strade strette, partiva il grido da dietro “Papà, fatti superare!”; e all’immancabile colpo di 4 frecce di ringraziamento, puntuale partiva l’applauso divertito del nostro equipaggio.
Insomma, cinquemila chilometri di inghilterra, io che per imbranataggine e storie di guida a sinistra guidavo piano, e mai NESSUNO mi ha lampeggiato o suonato per mettermi fretta.
Inutile aggiungere che una volta tornato a Bari, nel tratto a me ben noto di una ventina di Km dal casello a Barivecchia, non una, non due, ma addirittura tre macchine mi hanno suonato stizzite perchè andavo piano; una mi ha anche mandato allegramente affanculo.
E ho capito di essere tornato a casa.
Qui però non è questione di guida a destra o a sinistra, si entra nel difficile terreno dell’educazione di un popolo.
Ma questa è tutta un’altra storia.



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